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lunedì 12 novembre 2012

Gite d'acqua. Le Tombe Morte ai Tredici Ponti

Il viaggio emotivo mi porta in luoghi pubblici e segreti.
Le Tombe Morte è un luogo nodale: lì si intrecciano tre grandi canali, e si ramificano in 13 corsi d'acqua più piccoli; lì si incontrano tre piste ciclabili di pianura, dal sole s'inoltrano nell'ombra dei boschetti che nascono intorno all'acqua. La Ciclabile delle Città Murate, ad esempio.


A ricordarlo adesso quasi non ci si riesce, il bisogno del tutto estivo di trovare un posto per respirare aria fresca, la domenica pomeriggio.
E chissà come sono ora le piante, svestite d'autunno, bagnate d'altra acqua, dal cielo.

foto di Gabriele Basilico, tratta da qui

Le Tombe Morte sembra un nome apotropaico, e se non tiene via la signora  di sicuro tiene via la gente, infatti quando ci andiamo non c'è quasi mai nessuno, anche se è un posto fresco e bellissimo.
Un posto pubblico eppur segreto, per l'appunto. Perché vere strade non c'arrivano, e se uno segue il corso dei canali sulla mappa perde i riferimenti, perché i canali non sono fatti per collegare i paesi e seguono una logica tutta loro, che non so.

I Tredici Ponti invece sembra il nome di una fiaba, ma è proprio lì.


Memoria. Agosto di sole e d'afa. Lasciamo la macchina nel piazzale di una trattoria, su un curvone. Carichiamo gli zaini sul passeggino, carichiamo il piccolo in spalle e ci avviamo a piedi, passando da un'ombra ad un'altra della strada bianca sterrata, ritmiche. Tutta l'acqua corre nella stessa direzione, nei canali di mattoni, sotto i ponti che legano gli stretti argini erbosi.
Anche la strada ora curva, e l'ombra si infittisce. Cogliamo qualche mora polverosa, non vediamo l'ora di arrivare. Si sente il rumore di piccole cascate, ora. Le libellule iridescenti, rosso, verde, blu metallizzato si levano in volo di perlustrazione. Gettiamo nel canale più grande qualche legnetto, solo per vederlo portare via dalla corrente.
Arriviamo e subito ci perdiamo.



Quale è il nostro Canale? Come si legge questa cartina? Dove va tutta quest'acqua? Acqua in ogni direzione.



Gorghi dietro agli angoli retti.



Risucchi profondi, precipitazioni larghe, ristagni, scavalcamenti, diramazioni. Un piede dopo l'altro sugli stretti passaggi tra i canali più asciutti, ci accucciamo a spiare le rane sotto le foglie, le maddalene, i pescetti.


Dopo il picnic appendiamo dei legni e li suoniamo.

Vado a cercare i non ti scordar di me selvatici, che nascono tra il muschio dove si posano le gocce spruzzate dalla cascata principale, all'ombra.
Ci sono ancora.


giovedì 3 maggio 2012

Andar per Ecomusei (Gita minima a Castelleone)

Stiamo organizzando di tornare a Castelleone per una primaverile gita minima, venite con noi?

Il giorno ideale è la seconda domenica del mese: la mattina si può fare un giretto al Mercatino Piccolo Antiquariato tra le vie del paese



e poi ci si sposta a Cascina Stella, si fa un pic-nic nello spazio attrezzato e si corre nel boschetto aspettando l'apertura del  "Il territorio come Ecomuseo" e delle attività nel Bosco Didattico.

foto di Daniele Grosso


Un ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione. (Wikipedia)
Noi ci siamo stati lo scorso anno proprio come ora, nel periodo dei pappi dei pioppi, ma è una meta che vale la pena riproporre, ogni tanto: la zona pic-nic molto fresca e pulita, gli spazi espositivi grandi, luminosi, la cartellonistica efficace, il personale esperto e disponibile, il piccolo bosco tutto da scoprire grazie alle attività-gioco proposte dall'Associazione Didattica Museale.



Si può rivedere il mare nella grande pianura, asciugarsi piano piano (e lasciare i resti dei grandi cetacei!)


Capire a colpo d'occhio le centuriazioni romane, vederne ancora i segni sul territorio, seguirne l'orientamento   secondo il corso dei fiumi. Sapere da dove vengono i nomi dei luoghi.
Seguire passo dopo passo l'evoluzione del paesaggio padano, i movimenti dei fiumi, le attività degli uomini.
Vedere bene gli animali che vivono intorno a noi, inosservati.

foto di Daniele Grosso


Giocare, e intanto provare a riconoscere le piante grazie ad una chiave dicotomica (come questa).
Superare i limiti di una macchinetta fotografica lungo il Sentiero delle Farfalle.


foto di Daniele Grosso

Imparare cos'è un ecomuseo, e trovare un sacco di nuove micro-mete da esplorare.
“Il territorio come ecomuseo” è un progetto di conoscenza e valorizzazione del paesaggio cremonese, costituito da una serie di nuclei ecomuseali, sparsi per l’intera provincia ed illustrati da un’apposita cartellonistica didattico-divulgativa. Si tratta quindi di un ecomuseo che si sviluppa sul territorio in cui, agli elementi naturalistici sono associate le componenti umane di architettura rurale e religiosa, di tecnica idraulica, ecc. in modo da costruire un percorso culturale naturalistico e storico-antropologico insieme. (Ecomuseo Provincia di Cremona)

Si può anche assistere alla liberazione degli animali recuperati dal Centro per la cura e la riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà gestito dal WWF ed ospitato in cascina..

Cosa c'è di emotivo in tutto ciò? Forse solo le foto di Daniele, e il piacere di vivere e conoscere un territorio, intensamente.

foto di Daniele Grosso


                                                                       Voglio Una Mela Blu


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   P.S.: A maggio 2012 Cascina Stella apre tutte le domeniche pomeriggio, approfittatene! 
Un gruppo di amici si è già organizzato..

cartina presa da qui

Gli Ecomusei raccolgono, conservano e valorizzano la nostra eredità. Quello che ci identifica come abitanti di un luogo e ci lega come persone. La natura e gli oggetti dell'uomo, la cultura vissuta e le tradizioni. 
Da qui si possono esplorare tutti gli Ecomusei italiani, regione per regione. Ma ci sono anche mappe degli ecomusei in Europa, e nel Mondo!

mercoledì 25 gennaio 2012

Sole in Pianura Padana, Norvegia, California

Torna il blogger insiepato e in punta di piedi. 
L'impressione è che incominci a divertirsi...

Come prevede la tabella di marcia - cioè a cadenza assolutamente irregolare, financo casuale - eccomi ad offrire un nuovo spunto sonoro per i viaggi emotivi di chi passa di qua.

Parlando di musica, spesso il viaggio è più mentale che fisico, ci si può spostare indifferentemente nello spazio così come nel tempo, a piacere... e può anche capitare di farsi uno strano giro sulla west coast approfittando di una bella giornata di sole nel freddo di Norvegia (un po' come qui, in questi giorni).



Avvicinandomi a questo progetto, mi rendo conto che la mia intenzione è quella di suggerire un percorso per tappe musicali, il più possibile coerente e sensato... ma è anche vero che al prossimo giro è già probabile uno scivolone fuori tema.
Beh, in quel caso sarò costretto ad ammettere che il "percorso" non è che sia stato pianificato ancora un granché ma, dal momento che siamo sul Viaggio Emotivo, potrei sempre appellarmi alla libertà di seguire "emotivamente" i miei mutevoli gusti ed umori, no?

Gion, a noi i percorsi a zigo zago piacciono un bel po', sentiti libero di sperimentare! 
E ora corriamo a mettere la puntina in California...
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