lunedì 24 ottobre 2011

Le emozioni di Debbie e le piccole cose

Cara S.,
la mappa è come una rete, se ci pensi: segui un filo ed arrivi ad un nodo, e da ogni nodo si aprono nuovi legami, ad ogni incrocio arrivano e partono nuove strade.
Percorrendo le strade di SuSter e di Claudia ho incontrato Debbie, l'incantatrice.
"Ho iniziato a viaggiare da sola che avevo vent'anni. Dopo un mese in Kenya, ospite di amici di famiglia, mi prese il famoso Mal d'Africa. Avrei fatto carte false pur di tornarci e, non avendo i mezzi per viaggiare, lasciai la facoltà di psicologia e  iniziai a lavorare. All'inizio come promoter, il tempo necessario per raccimolare qualche soldo, ma non avevo intenzione di spendere quelle due lire per un solo viaggio. Volevo investire nel mio futuro. Fare quello che più mi piaceva: vedere le cose da una prospettiva diversa. Gente diversa, odori diversi, costumi diversi. Ero affamata di conoscere il mondo. Con i primi soldi messi da parte, andai a Londra per imparare l'inglese. Un lavoretto in un museo, tanti amici internazionali, qualche sbronza. Dopo nemmeno un anno, iniziai a lavorare per una compagnia aerea con base Milano Malpensa e mi avvicinai alla smania di gironzolare per il mondo. Messico, Maldive, Giappone, Cuba, Kenya, Zanzibar, Caraibi...In un mese facevo una media di 60/70 ore di volo, il che significava tre viaggi all'estero al mese. Per ogni sosta, restavamo dai due ai nove giorni in un posto, liberi come turisti, ma sempre vincolati dall'equipaggio. Negli anni di volo, non ho visto il mondo come avrei voluto. Non mi meravigliava più di tanto stare in un atollo sperduto delle Maldive, o in una spiaggia  dei Caraibi, perché quello era il mio lavoro e sapevo che ci sarei tornata un sacco di volte. In più, mi mancava Sbubbu. Sono passati più di dieci anni da allora e la mia vita è cambiata: ho smesso di volare e sono diventata mamma. Con la nasciata del Picci, abbiamo iniziato a vedere la vita in modo diverso: non eterna. Questo dopo che una bronchiolite con complicanze di ogni tipo lo ha portato per venti giorni in rianimazione all'età di due mesi. Usciti da quell'Inferno, io e papà Sbubbu ci siamo accorti di dover vivere. Di essere terreni, tutti quanti. E con questo, di avere l'obbligo verso la vita di essere vissuta in pieno. Abbiamo smesso di pensare alla casa di proprietà e tutte le altre cose sceme del mondo. Abbiamo riempito le nostre giornate di piccole cose. E i nostri cuori di grandi ideali: tolleranza, pace, rispetto. Ci siamo scontrati e riappacificati per delle sciocchezze milioni di volte. Abbiamo viaggiato, accorgendosi che non bisogna per forza arrivare dall'altra parte del mondo per stupirsi della vita. Che basta avere uno sguardo nuovo per vedere il mondo. E noi avevamo il dono  nel passeggino: gli occhi di un Poeta. Anche una gita in giornata è bastata a riempirci di stupore e ad arricchire le nostre vite. I nostri viaggi, con un bambino di nemmeno due anni, ruotano intorno a itinerari scritti da me. Sono quella che progetta, che passa le serate in rete a cercare ispirazioni: a volte basta solo un'immagine... Papà Sbubbu invece è il braccio: quello che capisce al volo come girano i treni, gli orari dei voli, il check-in/ out degli alberghi. Senza di lui, sarei ancora nella brughiera olandese a cercare di capire in che direzione andare  perché io sono quella che si perde, che si lascia prendere dall'entusiasmo e si dimentica quello che stava facendo. Amiamo gli itinerari in mezzo alla natura e alloggiare in posti semplici, dove  entrare in contatto con la gente del posto. Abbiamo scoperto che muoversi in treno  con un bambino di 21 mesi è di gran lunga più divertente che in macchina.  E ho scoperto, guardando indietro, che tutti i viaggi del passato non hanno significato niente per la mia vita, perché mancava qualcosa: il "viaggio emotivo". Quello fatto con il cuore. Non importa dove."


Cara S., le puntine di Debbie sono come una manciata di piccoli diamanti grezzi gettata sulla nostra mappa, vedrai. 
Queste sono le puntine che ci ha regalato Debbie per il Viaggio Emotivo: sette puntine..


Civita di Bagnoregio. Lazio, provincia di Viterbo
Calcata e la valle del Treja. Lazio, provincia di Roma
San Marino

Isola di Texel, nord Olanda: in bicicletta fino alla riserva di Ecomare
- San Leo, Emilia Romagna: giullari in festa. 


... più una, ancora più speciale secondo me, alla cascata dalle Marmore, in Umbria, provincia di Terni.


Respira l'ossigeno!

5 commenti:

  1. Debbie l'incantatrice...ma grazie! Sono fiera di essere nelle vostre puntine. Un abbraccio

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  2. io non le ho ancora guardate tutte...per ora mi concentro sulla cascata (stamattina ho proprio bisogno di ossigeno) e viaggerò rapita in pausa pranzo :D

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  3. un po' di ossigeno serve anche a me!

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  4. Che bello questo intervento, condivido quello che hai scritto, il viaggio emotivo fa la differenza!

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  5. Uh, ecco la mia Debbie! Che bello aver letto questa panoramica di te. e poi questo: "Che basta avere uno sguardo nuovo per vedere il mondo".
    Sono d'accordissimo cara Deb: ci pensavo giusto stamani, dopo una passeggiata "da mozzare il fiato" intorno al cortile di casa di mia madre con la pupa. Chi l'avrebbe mai detto che in quel quadrato di composto giardino condominiale si celassero tante meraviglie? Mi ha prestato i suoi occhi e le ho trovate. Grazie per condividere sempre con noi le tue.

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